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Ritmo circadiano, alternanza delle stagioni e sistema immunitario

Il nostro sistema immunitario è più forte in estate e in alcune ore della giornata.

È quanto emerso in uno studio pubblicato su ScienceDirect lo scorso aprile da un gruppo di ricercatori irlandesi e scozzesi.

Lo studio, condotto da Cathy Wyse e colleghi, ha coinvolto quasi 330 mila persone del Regno Unito ed è il primo ad indagare il titolo anticorpale per agenti infettivi comuni, in base al ritmo circadiano - l’orologio biologico interno del corpo, che regola nell’arco delle 24 ore, la pressione del sangue, la temperatura, la veglia e il sonno, l’appetito etc., modificando ciclicamente la fisiologia del nostro corpo - e alle stagioni.

Utilizzando il registro della UK Biobank, contenente i risultati delle analisi del sangue di queste persone, i ricercatori hanno studiato se l’orario della giornata e il periodo dell’anno in cui erano stati effettuati i prelievi, avessero influito su alcuni indicatori specifici dell’attività del sistema immunitario.

Tra i vari indicatori presi in considerazione i ricercatori hanno trovato delle correlazioni con il numero di:

  • linfociti: cellule effettrici dell’immunità acquisita, che hanno un ruolo fondamentale nei meccanismi di difesa immunitaria attivandosi nei confronti di qualsiasi agente estraneo;
  • neutrofili: cellule dotate di attività battericida, con attività preminente in corso di infiammazione batterica acuta;
  • monociti: grandi globuli bianchi che una volta immessi nel flusso sanguigno raggiungono i tessuti in cui si rende necessario il loro intervento differenziandosi in macrofagi in grado di fagocitare gli agenti infettivi;
  • la proteina C reattiva: proteina che viene immessa nel torrente circolatorio dal fegato in risposta ad uno stato infiammatorio.

La conta linfocitaria e dei neutrofili e i test dei livelli di proteina C reattiva, hanno evidenziato come la loro presenza sia differente nel sangue, sia in base all’ora della giornata che in base alla stagione.

I neutrofili e i monociti sono risultati più bassi nelle prime ore della giornata e andavano via via aumentando nelle ore successive, coerentemente con altri studi effettuati che avevano dimostrato una conta leucocitaria minore durante gli stati di inattività e in funzione del numero di ore di sonno.

Il numero di linfociti era più basso in autunno e raggiungeva il picco in primavera. Questa variazione stagionale nella conta dei linfociti periferici, suggerisce che gli esseri umani hanno una certa capacità di regolazione stagionale del traffico linfocitario che potrebbe contribuire alla suscettibilità stagionale alle infezioni.

Infine, è stato trovato un andamento stagionale anche per la proteina C reattiva con picchi più alti in inverno.

Sembrerebbe quindi che il sistema immunitario segua il ritmo dell’orologio biologico.

Questo studio rappresenta la più grande indagine effettuata sui modelli stagionali e diurni delle cellule immunitarie umane, sui marcatori infiammatori e sui titoli anticorpali, non correlati a fattori ambientali e allo stile di vita.  

I ricercatori concludono che la ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull'eventualità che la restrizione elettiva delle attività umane nei periodi di maggiore vulnerabilità alle infezioni (notte e inverno), possa controllare la diffusione delle malattie infettive riducendo al minimo l'esposizione agli agenti patogeni durante i periodi sensibili.

Questa è esattamente la funzione che ha guidato l'evoluzione della regolazione temporale del sistema immunitario e, sfruttare questa proprietà innata, consente di ottimizzare gli studi di immuno-profilassi e sulla trasmissione delle malattie infettive, come nel caso della pandemia attuale COVID-19 e per quelle future.

Ci ammaliamo quindi di più in inverno solo per “colpa” delle nostre difese immunitarie più basse?

Non solo! In inverno le temperature sono più basse e quindi cambiano anche le nostre abitudini. Privilegiamo gli ambienti chiusi, riscaldati e poco arieggiati, spazi che vengono condivisi da molte più persone e che quindi diventano ideali per la riproduzione di virus e batteri.

L’estate calda e soleggiata invece ci fa stare più all’aperto, siamo più attivi fisicamente e meno stressati.

Infatti, i fattori che possono contribuire ad un indebolimento del sistema immunitario sono lo stress, la vita sedentaria, la poca esposizione al sole e quindi la ridotta sintesi di vitamina D, che gioca un ruolo chiave di immunomodulante, come pure una dieta non equilibrata e carente di vitamine e minerali che supportano il nostro sistema immunitario.

Per supportare il tuo sistema immunitario ti consigliamo la lettura di questo articolo.